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Dal cellulare a Finalborgo   By: (1850-1926)

Book cover

First Page:

PAOLO VALERA

DAL CELLULARE A FINALBORGO

ILLUSTRATO DA G. ZUCCARO

Non è quello che si è sofferto noi quello che più mi pesa, ma quello che si è fatto soffrire agli altri.

FEDERICO CONFALONIERI.

MILANO

TIPOGRAFIA DEGLI OPERAI (SOC. COOPERATIVA)

Corso Vittorio Emanuele 12 16

1899

ALLA

MIA BUONA MARIA

L'inverniciatore descrive il camerotto di S. Fedele.

Ho sempre avuto la fortuna di trovare sul cammino della vita dei simpatizzatori o delle persone che mi volevano bene prima di conoscermi. Al Cellulare, nello stanzone di «carico e scarico», mi si registrava e mi si salutava come un personaggio di casa. Mi si ricordavano episodii della mia vita cui io avevo completamente dimenticati. Come quello di essere stato alloggiato in una cella come scrittore scollacciato o come un égoutier della penna.

Tra gli impiegati che volevano assolutamente essermi utili, era un giovinetto alto, elegante, con una bella faccia illustrata dai baffi superbi e chiari e illuminata dalla lucentezza degli occhioni neri in campo azzurro. L'unghia lunga del mignolo e la cravatta di foulard a palloncini gialli sul fondo solferino pallido, e i manichini che gli uscivano candidi dalle maniche, gli davano l'aria di gran signore.

Se le occorre qualche cosa non mi dimentichi.

Lo ringraziai con la voce turbata dalla gentilezza. Era una consolazione trovare chi non aveva paura di stendervi la mano nelle giornate di Bava Beccaris. Prima dell'arresto passavo per le vie come un fantasma che faceva germogliare in coloro che mi conoscevano un'interrogazione:

Come, non è ancora stato arrestato?

Gli intimi sgusciavano via come ombre. Era in tutti lo spavento di compromettersi. Se l'imprudenza mi faceva fermare qualche amico, l'amico diventava smorto e mi diceva, con l'orologio in mano, che doveva correre in qualche luogo.

Domandai subito una stanza a pagamento. Era troppo tardi. Le stanze di lusso erano state tutte prese dai deputati, dai giornalisti e dalle persone facoltose che mi avevano preceduto. Ma non dovevo preoccuparmene. L'impiegato che mi voleva bene se ne sarebbe occupato come di una cosa personale. Per il momento bisognava accomodarsi come si poteva, perchè il Cellulare non era mai stato così pieno.

Ha dei libri?

Neppure uno! Mi hanno sorpreso ieri mattina in letto e nella confusione mi sono dimenticato di insaccocciare un po' di munizione intellettuale.

Non ci pensi, stia tranquillo. Parlerò io al bibliotecario e verrà immantinenti a portarle volumi che le piaceranno. Dei romanzi che ho letto io e che le faranno passare le giornate come in un sogno.

Di Barrili?

Uscito dalla stanza della registrazione, passai un cancello di color oscuro e mi trovai in un ambiente assai diverso. Non c'erano più riguardi. L'angelo custode mi trattava volgarmente col voi.

Tirate fuori tutto ciò che avete nelle tasche!

Nella stanza della visita mi ingiunse di svestirmi, e di fare presto, perchè lui non aveva tempo da perdere.

Fuori anche le calze, mammalucco!

Mi palpeggiò gli abiti e la biancheria con la voluttà dell'aguzzino alla ricerca di qualche cosa nascosta.

Che cos'è questo?

Un lapis!

Vi piacerebbe un lapis! Perchè non l'avete tirato fuori quando ve l'ho ordinato?

Non gli risposi neanche. Era anche lui un'autorità del momento.

Mi condusse di sopra al primo piano, e mi chiuse in una stanza «intermedia». Le «intermedie» servono per i malviventi di passaggio. Hanno sei o sette sacconi di paglia in terra, la secchia dell'acqua e il bugliolo delle evacuazioni nell'angolo... Continue reading book >>




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