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Le Laude secondo la stampa fiorentina del 1490   By: (1230-1306)

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First Page:

SCRITTORI D'ITALIA

IACOPONE DA TODI

LE LAUDE

IACOPONE DA TODI

LE LAUDE

SECONDO LA STAMPA FIORENTINA DEL 1490

A CURA DI

GIOVANNI FERRI

BARI

GIUS. LATERZA & FIGLI

TIPOGRAFI EDITORI LIBRAI

1915

PROPRIETÁ LETTERARIA

GENNAIO MCMXV 40581

I

DE LA BEATA VERGINE MARIA E DEL PECCATORE

O Regina cortese, io so a voi venuto ch'al mio cor feruto deiate medecare.

Io so a voi venuto com'omo desperato da omn'altro aiuto; lo vostro m'è lassato; se ne fusse privato, faríeme consumare.

Lo mio cor è feruto, Madonna, nol so dire; ed a tal è venuto, che comenza putire; non deiate soffrire de volerm'aiutare.

Donna, la sofferenza sí m'è pericolosa; lo mal pres'ha potenza, la natura è dogliosa; siate cordogliosa de volerme sanare.

Non aio pagamento, tanto so anichilato; faite de me stromento, servo recomperato; donna, el prez'è dato: quel ch'avest'a lattare.

Donna, per quel amore che m'ha avut'el tuo figlio dever'aver en core de darm'el tuo consiglio; succurrime, aulente giglio, veni e non tardare.

Figlio, poi ch'èi venuto, molto sí m'è 'n piacere; adomandimi aiuto, dollote voluntere; ètte oporto soffrire co per arte voglio fare.

Medecaro per arte emprima fa la diita; guarda li sensi da parte che non dien piú ferita a la natura perita che se possa aggravare.

E piglia l'oximello, lo temor del morire; ancora si fancello, cetto ce de' venire; vanetá lassa gire, non pò teco regnare.

E piglia decozione lo temor de lo 'nferno; pens'en quella prescione non escon en sempiterno; la piaga girá rompenno farallate revontare.

Denante al preite mio questo venen revonta, ché l'officio è sio; Dio lo peccato sconta; ca se 'l Nemico s'aponta, non aia que mostrare.

II

DE LA BEATA VERGINE MARIA

O Vergine piú che femina santa Maria beata.

Piú che femina, dico; onom nasce nemico; per la Scrittura splico, nant'èi santa che nata.

Stando en ventre chiusa, puoi l'alma ce fo enfusa, potenza virtuusa sí t'ha santificata.

La divina onzione sí te santificòne, d'omne contagione remaneste illibata.

L'original peccato ch'Adam ha semenato, omn'om con quello è nato: tu se' da quel mondata.

Nullo peccato mortale en tuo voler non sale, e da lo veniale tu sola emmaculata.

Secondo questa rima tu se' la vergen prima, sopre l'altre soblima; tu l'hai emprima votata

la tua vergenetate sopr'omne umanetate ch'en tanta puritate mai fosse conservata.

L'umilitá profonda che nel tuo cor abonda, lo cielo se sprofonda d'esserne salutata.

Virgineo proposito en sacramento ascondito, marito piglia incognito che non fosse enfamata.

L'alto messo onorato da ciel te fo mandato; lo cor fu paventato de la sua annunziata:

Conceperai tu figlio, será senza simiglio, se tu assenti al consiglio de questa mia ambasciata.

O Vergen, non tardare al suo detto assentare; la gente sta chiamare che per te sia aiutata.

Aiutane, Madonna, ca 'l mondo se sperfonna se tarde la responna che non sia avivacciata.

Puoi che consentisti, lo figliol concepisti, Cristo amoroso desti a la gente dannata.

Lo mondo n'è stupito conceper per audito, lo corpo star polito a non essere toccata.

Sopr'omne uso e ragione aver concezione, senza corruzione femena gravedata.

Sopre ragione ed arte senza sementa latte, tu sola n'hai le carte e sènne fecundata.

O pregna senza semina, non fu mai fatt'en femina, tu sola sine crimina, null'altra n'è trovata.

Lo verbo creans omnia vestito è 'n te Virginia, non lassando sua solia, divinitá encarnata... Continue reading book >>




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