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Libro proibito   By: (1824-1893)

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BIBLIOTECA MINIMA

A. GHISLANZONI

LIBRO PROIBITO

MILANO

TIPOGRAFIA EDITRICE LOMBARDA

Stabilimento Via Andrea Appiani, N. 10.

Succursale Via Carlo Alberto, Bott. 27.

1878

PROPRIETÀ LETTERARIA

INTERDETTO

Non credo, per aver scritto gli Epigrammi e le Satire raccolte nel presente volume, di aver commesso una cattiva azione. Ho espresso con schiettezza le mie idee; ho riso di ciò che a me pareva risibile; ho sfogato le mie stizze, e ciò mi ha fatto bene.

Debbo però convenire di aver obbedito ad una istigazione diabolica, allorquando, in un accesso di volgare cupidigia, ho accordato ad un editore la permissione di scroccare ai curiosi la somma di due lire per l'acquisto di un libro destituito di ogni pregio letterario, e assai pericoloso per chi ci tiene alla quiete ed alla salvezza dell'anima.

Dirò, a disgravio di coscienza, che appena consegnato il manoscritto, non risparmiai preghiere nè lacrime per impedirne la pubblicazione. L'editore fu inesorabile. La sola concessione che mi venne fatta, fu quella di affiggere al frontispizio il titolo di Libro proibito , con facoltà di deplorare, in poche righe di prefazione, l'imprudenza peccaminosa di chi osasse, malgrado il divieto, spinger l'occhio dentro le pagine.

Io compio dunque uno degli atti più ripugnanti all'orgoglio di uno scrittore; io grido con tutta l'enfasi de' miei rimorsi: Non leggete!

Ripeto che in questo libro vi è nulla che possa allettare le persone educate alla buona letteratura. Figuratevi! Un libro di versi senza un raggio di poesia. E quali versi! Degli endecasillabi, dei settenarii, degli alessandrini, ecc., ecc., foggiati al vecchio stampo, servilmente ligi ai dettati di una prosodia che ha fatto il suo tempo, e incappucciati, per giunta, di quella grottesca majuscola, che fu il massimo obbrobrio di tutti i poemi apparsi in Italia da Dante a Manzoni.

Non vi parlerò della lingua e dello stile. Immaginate quanto si può commettere di più avverso al gusto moderno. Tutta roba da scarto, ciarpami, ferrivecchi, anticaglia. I soliti vocaboli dei soliti dizionari, impastoiati colla sintassi più abusata; infine, la volgarità ributtante di chi presume possa ancora oggidì riuscire accetto, o per lo meno tollerabile, ciò che ha la insolenza di farsi capire.

Ma questo è nulla. Chi dice libro satirico, dice libro immorale. Per sferzare il vizio con effetto, è d'uopo denudarlo; e questo non si può fare senza offendere in molti casi quell'ultima virtù delle persone corrotte, che si chiama il pudore.

Lettore: se tu sei, come non dubito, un libertino consumato da ogni più sozza libidine, dà retta a un buon consiglio: non andar più oltre getta al fuoco il volumetto e riprendi la via del bordello. Un par tuo non deve guardarsi che dal vizio stampato è la sola forma di vizio che può farti arrossire.

Ma tu non badi; mi pare anzi di scorgere ne' tuoi occhietti scintillanti di lussuria, che le mie parole non sortirono altro effetto fuor quello di eccitare ne' tuoi sensi un più vivo appetito di lettura.

Ti comprendo.

La tua è una pudicizia del miglior genere, la pudicizia di moda. Tu vuoi mordere al frutto proibito, assaporarlo, deliziarti clandestinamente dei sughi solleticanti; e darti poi l'aria di un Sant'Ermolao, affacciandoti alla finestra per gridare allo scandalo, come se alcuno avesse attentato a qualche tua recondita virtù, risparmiata in collegio dal precettore gesuita.

Va pur là, povero illuso! Ma bada che la mia immoralità non è di quella che ha virtù afrodisiaca. È la immoralità preadamitica che chiama le cose col loro nome che ignora le perifrasi vellicanti. Qualche cosa di nudo, di brutalmente nudo ti apparirà nelle mie pagine, ma i turgidi seni e l'altre peccaminose rotondità che io ti avrò messe innanzi, non ti daranno verun solletico ai sensi, e nessuna visione erotica verrà la notte ad agitare il tuo sonno. Dei seni di stoppa, delle nudità angolose e grottesche, delle turpitudini che fan ridere... Continue reading book >>




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